Top ten must in Avellino: 10 occasioni da non mancare in città (nonostante i cantieri)

11187218_10204133640242889_1780332834286443878_o La città dove sono nato e in cui vivo, Avellino, non è di quelle di cui puoi cogliere immediatamente un fascino turistico. Non ha monumenti né attrazioni famose, non fa parte degli itinerari delle agenzie di viaggio, non ospita un numero significativo di forestieri lavoratori né alcuno studente universitario, visto che l’università non c’è. Normale, a questo punto, che non ci sia neppure un infopoint per orientare circa le nostre bellezze storico-artistiche chi eventualmente arrivi da fuori, e che questa funzione sia svolta soltanto da alcuni cartelli in prossimità delle stesse. Meno normale che una discreta parte del centro cittadino sia da anni occupata da cantieri di interminabili opere pubbliche, ma questo è un altro discorso che col turismo ha ancora poco a che fare, visto che il disagio esaspera e allontana i residenti, figuriamoci i turisti… eppure, come spesso capita in questi casi, le occasioni invisibili di scoprire qui da noi delle vere e proprie perle non sono poche, per chi sappia cercarle. Facciamolo insieme, isolandone, mettendone a fuoco e descrivendone alcune, principalmente con l’aiuto dei links alla mia videorubrica YouTube “Avellino nascosta”, che ho ideato e curo proprio allo scopo di introdurre il visitatore alle nostre tante misconosciute bellezze urbane.

 1) Il centro storico e la  Torre dell’OrologioE’ il borbonico cuore antico della città, sorto a ridosso del castello normanno poi adibito a residenza dei Principi Caracciolo, sulla collina del rione “Terra”, delimitato dalla Dogana di Porta Puglia e dalla Casina di caccia del Principe, e dominato dalla secentesca Torre dell’Orologio, icona e simbolo della città. Qui potete vedere delle suggestive immagini notturne di tutto il vecchio borgo, girate durante la festa dei falò invernali di San Ciro.  

 2) Il Duomo. Il Duomo di Avellino è una cattedrale di fabbrica antica, che fa mostra di tutte le successive stratificazioni delle opere succedutesi nel corso dei secoli. Speciale è il fascino delle sua cripta romanica sotterranea, che qui vedete ospitare un bel concerto per flauto ed arpa.

 3) La casa di Victor HugoNon molti sanno che la città di Avellino è stata abitata dal celeberrimo poeta francese, che visse qui da bimbo per alcuni mesi, nel corso di una missione militare di suo padre, ufficiale dell’esercito napoleonico. Il palazzo che ospitava la famiglia Hugo è oggi un monumento sede di attività culturali ed artistiche: delle avventure di quei tempi dipanatesi tra l’Irpinia e la Corsica vi parliamo più in dettaglio qui (alla fine del pezzo/grazie ad Elena Colombo per la rilassata intervista) e qui (grazie a Flavio Alagia per aver assecondato e pubblicato la mia spiritosa visione metastorica).

 4) La fontana di GrimoaldoUna ben conservata fontana normanna dell’undicesimo secolo in pieno centro città: devo aggiungere altro a questa incredibile sorpresa? Qui.

 5) Il Carcere BorbonicoUna delle poche strutture oggi sopravvissute al mondo di casa di reclusione ottocentesca costruita secondo il modello panottico, il maestoso ed indubbiamente tetro Carcere Borbonico di Avellino vide all’epoca le pene e le sofferenze di parecchi patrioti italiani. Oggi è la sede di un interessantissimo e ricco Museo del Risorgimento Italiano, nonché location privilegiata di eventi artistico-culturali. Delle forti impressioni ed emozioni suscitate dalla sua visita ci parla qui la nostra Elena Colombo, in suo pezzo dedicato anche ad altre delle attrattive della città.

 6) Il Corso Vittorio EmanueleDa pochi anni interamente recuperato al solo traffico pedonale, questo gigantesco e imponente viale, che taglia per lungo tutto il centro, rappresenta per noi residenti oggi oggi il nostro vero salotto cittadino, il crocevia delle passeggiate, degli incontri, dello shopping, delle manifestazioni e delle performance di strada. Come nel caso di questo breve video, che vede alcuni giovani intellettuali locali impegnati in una spettacolare e provocatoria esternazione delle loro rivendicazioni.

 7) Le reliquie della guerra. Avellino fu, nel settembre del 1943, il sanguinoso teatro di violenti bombardamenti alleati che, dopo di aver raggiunto l’obiettivo dell’annientamento degli acquartieramenti nazisti, lasciarono la città semidistrutta, drammaticamente stremata e con numerose vittime civili al suolo. I segni di quei tragici avvenimenti, e delle tensioni sociali che ad essi seguirono nei successivi decenni del novecento, sono ancora visibili qua e là sulle vecchie mura,  a patto di sapere dove guardare. Lo ha fatto per noi Ugo Santinelli alias Angelo Ustilic, che ci accompagna, con questo suo inedito documentario, in un commovente  quanto istruttivo tour della memoria attraverso il nostro doloroso, ma anche fattivo e operoso, recente passato urbano.

 8) Il cimitero monumentaleSpostiamoci ora in periferia per approcciare il vissuto di un’altra guerra, la Grande Guerra stavolta,  le cui vestigia popolano il nostro cimitero storico. Qui le lapidi dei ragazzi del ’99 caduti sul Carso consegnano al visitatore un altro messaggio di orgogliosa sofferenza, in una atmosfera quasi cinematografica che ci proietta come d’un colpo in quella romantica epoca fatta di eroismi, appassionati ardori, travagliate vicende umane. Da non perdere. Qui potete ammirarne tutta la travolgente, mesta bellezza. 

 9) Street artCome spesso accade altrove nel mondo, anche qui da noi un quartiere periferico e degradato – nel nostro caso quello di San Tommaso – ha prodotto, attraverso il misterioso lavoro clandestino dei suoi writers, un buon paio di chilometri di mura interamente decorate da coloratissimi ed elaboratissimi murales. Un eccentrico, singolare  museo all’aria aperta, molto apprezzato e gettonato per foto e location di clips,  che riesce a dare un vivace e immediato spaccato del nostro inquieto mondo alternativo giovanile. Eccovene qui la prova.

10) Il Murale della PaceIl nostro elenco di segnalazioni si conclude ancora in periferia, all’interno della chiesa di San Francesco d’Assisi nel popoloso rione della stazione ferroviaria: qui l’artista Ettore De Conciliis produsse nei primi anni sessanta, in linea con le tendenze del cristianesimo sociale dell’epoca, un enorme, originalissimo affresco che occupa l’intera superficie dell’abside, in cui il Cristo, la Madonna e i Santi di ogni tempo si incontravano magicamente con le vittime e i carnefici dei conflitti di allora nel mondo, gli artefici delle lotte operaie, i protagonisti della politica, dell’arte e dello spettacolo di quegli anni. E il suo lavoro resta oggi un’efficacissima, iconica istantanea del teso e limpido clima ideologico di quegli anni ruggenti. Incominciate ad individuare alcuni dei tanti personaggi famosi ritratti nel dipinto, guardando questo video  in cui scorrono alcune delle scene più suggestive raffigurate.

 Preso nota? Le grandi e piccole sorprese nascoste ad Avellino in effetti potrebbero ancora continuare, ma noi per ora ci fermiamo qui. Se ne volete ancora… bisogna che veniate di persona: ricevuto? 

      

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6 thoughts on “Top ten must in Avellino: 10 occasioni da non mancare in città (nonostante i cantieri)

  1. eccentricherotte il said:

    Dario, sono molto contento che tu abbia voluto evidenziarlo, perché il Conservatorio è proprio un altro dei vanti cittadini che avrebbero meritato attenzione in un elenco un po’ più lungo… e il tuo maestro di canto è uno dei non pochi preparati e seri professionisti della musica venuti ad insegnare sin qui da lontano!

  2. Elena il said:

    State facendo pappa e ciccia senza di me… e vabbè, ne prendo atto.
    Grazie Carlo per i link al mio blog. Il cimitero monumentale però non me l’hai fatto vedere. E di mio posso solo aggiungere: andate ad Avellino, vi sorprenderà!

  3. eccentricherotte il said:

    Grazie a te del tuo ottimo lavoro di documentazione sulla nostra misteriosa città, uno dei primi che la storia ricorderà, un po’ come i preziosi diari di Ibn Battuta sulla Tombouctou subsahariana. E’ vero, non ci siamo stati al cimitero… ma non te ne avevo neanche parlato? Ah, Avellino, vi sorprenderà di certo, sembriamo fatti apposta per quello… speriamo solo di non sorprendervi in negativo! Sapete com’è, qui siamo tutti assai fantasiosi, soprattutto i nostri amministratori locali!

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