La carta, i cellulari e il futuro dell’editoria

Incendio-Alessandria

 E che c’azzeccano, direte voi? C’azzeccano, c’azzeccano… tanto per cominciare: ma dove vai, dimmelo tu, ma dove xaxxo vai senza la carta?!? Che non ce lo sai che sul computer si perde tutto, e pure se non si è perso tanto tu non lo trovi lo stesso? E quelli/e invece dicono: “mò me lo scannerizzo (se sono più colti/e dicono: “scansisco”) se no poi dopo in mezzo alle carte non lo trovo” – ?!? – e poi va regolarmente a finire che vengono da te e stampami questo stampami quello che loro stanno senza stampante e voi trovatemi un ufficio pubblico che non vuole pure le carte dopo che ti ha fatto fare già tutto on line, e loro invece proiettati/e nel futuro la stampante non la tengono proprio più… ma compratevela la stampante, che vi serve, che senza la carta non si può stare, lo volete capire o no?

 Che poi adesso sta tutto salvato dentro a Internet, al cloud o a quello che è: e prima? Prima si campava lo stesso, cosa credete? Ogni volta che bruciava la biblioteca di Alessandria certo si perdeva un bel po’ di roba, ma pace, siamo andati avanti lo stesso, no? Cosa che voi altri non so se riuscirete mica a fare, col default, blackout o quello ch’è.

 Insomma prima si dava più valore alla scrittura, perché costava più fatica, e logicamente quindi giravano assai meno stxonxate: ma vi pare mai che io avrei prodotto un obbrobrio del genere, se me lo fossi dovuto sudare alla mia macchina da scrivere? E invece mò pontifico e sproloquio pure io fra i tanti, angustiando le vostre già misere vite. E’ meglio il libro cartaceo o elettronico? Hanno chiesto a scuola a mio figlio, ma che xaxxo di domanda è?!? Ma che xaxxo di libro è uno che sta dentro a un computer che appena appena ti manca o ti cambia o ti aggiornano il software non lo leggi più, che appena appena ti fotte l’hardware non lo leggi più, se caso caso ti manca l’enel non lo vedi più? E allora? Ma io già lo so, voi dite che con la carta non si possono fare le ricerche… si possono fare, si possono fare, basta avere un po’ più di pazienza, e verrebbero meglio pure. Dico “verrebbero” perché tanto ormai non le farà mai più nessuno, ma se per assurdo potesse ancora succedere sicuramente si troverebbero molte meno xaxxate.

 Carta canta, altro che agenda digitale. E siccome il mio saltuario impegno ora è di sciorinarvi e digitarvi addosso questo paio di paginette di virtualcarta, mi vorrei a questo punto scagliare contro le presunte riforme della pubblica amministrazione che pretendono di scaricare sull’utenza tutti i vari adempimenti informatici. Che così all’utente prima gli viene il mal di testa che non può mai sapere con certezza se ha sbagliato e dove ha sbagliato, e poi, beffa sul danno, ci deve pure pagare le commissioni, supremo sfregio dopo di avergli imposto di sostituirsi al pubblico impiegato e non viceversa come invece avrebbe dovuto essere, che i soldi avrebbe dovuto recuperarli lui, che già mette computer, connessione e rottura di paxxe varie, e questi? Che fanno? Stanno sempre tutti là. Almeno metteteli a fare un’altra cosa, una cosa di utilità sociale, visto che il vecchio lavoro loro ormai lo facciamo noi, no? E invece niente: l’agenda digitale impera, aspetta e spera.

 Prima c’era la carta, e i cellulari non c’erano. E le cose non si perdevano. Mò invece nei computer si perdono, hai voglia di dire che no, si perdono, si perdono, fatti l’esame di coscienza di tutto quello che hai perso tu o che ti hanno perso a te e allora non mi rompere i xoxxioni, che si perdono eccome. Ma veniamo a noi: prima i cellulari non c’erano, e per esempio quando c’era l’ingorgo in autostrada poi si doveva per forza fare l’ingorgo pure al motel per telefonare per dire che facciamo tardi c’era l’ingorgo in autostrada. Mò no, però intanto ci vanno male soprattutto i delinquenti e i fedifraghi che li sgamano sempre e a questi e a quelli. A noi altri non delinquenti e non adulteri invece ci tampinano e basta, e dove stai e che fai e ti prendono i tempi e quanto tempo ci hai messo per andare da qua a là e che xaxxo! Fatemi respirare! Sto guidando, mangiando, scaricando, trombando e che xaxxo! Prima anche le brutte notizie si sapevano quando tornavi tranquillo. Mò però pure ti fanno esaurire che quasi quasi ti fanno tornare per senza niente o ti fanno preoccupare per senza niente. E i medici, che alla fine devono rinunciare perché li torturano. Mio figlio dice che gli ebook sono meglio dei libri di carta, ma io non ne sono convintissimo. Fatto sta che neanche quelli si vendono più, li vogliono scaricare gratis. E quelli già non leggevano prima, figuriamoci mò che né vanno in libreria e né scaricano. Niente da fare, non si vende. A me una volta un editore mi disse: io non ti posso promuovere e vendere un libro perché tu non sei nessuno, e mica sei uno scrittore famoso. Mò mi scuserete se io non mi ricordo chi era lui… e mica era un editore famoso. Io mò i libri miei quindi, se proprio mi dovesse venire ancora lo sfizio, me li scrivo, me li pubblico e me li vendo da solo senza editori da mantenere sulle (s)palle, non so lui, forse le poesie, quelli tanti scrivono poesie, forse pure più di quelli che le leggono.

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