Castigamatti & Co.

 Certe volte ti svegli di soprassalto nel cuore della notte e,  mentre ti giri e ti rigiri nel letto zuppo del tuo sudore, mediti in preda all’angoscia:

 – Sarà mai giusto quello che faccio?

 Ti chiedi scosso e sorpreso della tua stessa agitazione.

 Poi finalmente, mentre ricordi e pensieri degli errori e delle debolezze passate e presenti ti riaffiorano alla mente turbinando tutti insieme, tanto che incominci a disperare di poterli più contenere e placare all’interno dell’esiguo spazio in cui ti forzi a costringerli, ti domandi in pasto al tuo piccolo grande folle panico:

 – Ma come può esserci un senso in tutto questo?

 Eppure resti più che certo di non essere stato né essere mai indispensabile a nulla e a nessuno… utile, sì, come no, come tutti, ma… il giorno che tu non ci fossi più non cambierebbe poi mica granché…

 E non riesci ad allontanare del tutto il dubbio… mai… neppure per un attimo…  e questo perché da qualche parte giù nel profondo della tua anima tu hai letto – e ricordi bene – che inevitabilmente una volta o l’altra Loro verranno, verranno e tu Gli renderai conto senza alcuna indulgenza o pietà dalla prima all’ultima delle tue squallide piccole bassezze, dalla prima all’ultima di tutte le minime innominabili sconcezze che da sempre hai coltivato e sparso dentro e fuori di te…

 Castigamatti, Li hai battezzati quasi affettuosamente, nel vano tentativo di esorcizzarLi(in effetti avresti quasi voglia di invocarLi per liberarti) perché sai bene che non verranno solo per te, perché sai bene che come te Li teme e Li attende un intero popolo di omùncoli disperati e tremanti: ladri, assassini, maniaci, traditori, bugiardi, usurai… ma sai bene anche che quel tremendo giorno  sarà per te ben peggiore che per tutti loro, tu che a differenza di loro non hai mai avuto neppure la dignità di desiderare, di osare, di uccidere… neanche quella di soffrire… neanche quella. E allora avrai tutto il tempo di patirli, i tormenti infiniti dei quali la tua ignavia ti sarà stata causa. 

 E’ proprio per questo che li hai cercati, no?

 Gli Altri, intendo.

 Non fanno altro che ripetere che la vita di un uomo non si può mica giudicare e condannare da quanto di bello o di brutto, di giusto o di infame, di buono o cattivo essa abbia comportato, non dalla somma algebrica degli effetti delle azioni o inazioni commesse, che ciò che davvero conta alla fine è il bene che ciascuno di noi porta dentro di sé, e questo in modo del tutto indipendente dal contesto ambientale e da quanto di questo bene possa nel contesto diffondersi agli altri, che quello che vale al di là di tutto è la tensione alla solidarietà umana… ma certo che il castigo verrà, solo che colpirà gli egoisti e chi non ha avuto considerazione dei suoi simili, chi li avrà schiacciati per i propri fini… non te, tu non hai nulla da temere quindi.

 Ti ingannano!

 E neppure troppo raffinatamente… ma non lo senti come puzza il marciume di cui sono fatti? Parassiti schifosi… ma se sono proprio loro i primi ad usarti, nell’inutile conato di scamparsi le punizioni giustamente guadagnate in biechi lustri dei loro lerci traffici, indecentemente mascherati da falsi pietismi… sono proprio loro la preda principe dei Castigamatti, e a poco  nulla varrà frapporti come scudo umano nella speranza di venire risparmiato. Eh caro mio, ma cosa pretendevi mai, correttezza e rispetto da quel lerciume malamente dipinto… ma via, ora non dirmi che non lo sapevi… che la tua esposizione, come quella di tanti altri allocchi come te, facesse parte del progetto di salvarsi sacrificando voi… venire a patti con quel tipo di gente è lo stesso che sperare di cavar sangue dalle rape. Rispetto degli impegni presi… da Quelli là… bah. Ora sì che l’hai commesso, caro il mio Mister Ingenuo, un imperdonabile errore… E magari ti sarai fatto incantare proprio dai soliti vecchi ed abusati optionals, della serie benessere e felicità per capirci… mi viene da ridere solo a pensarci. Anzi no, mi fa rabbia per quanto tu possa essere stato idiota nel cascarci. Sei forse felice oggi? Speri ancora di poterlo diventare domani? Povero illuso… strisciare come un verme implorando l’impossibile pietà di due orde sanguinarie, eccola qua, la sospirata felicità che hai rincorso, è tutta tua, gòditela e tante felicitazioni!

 E così adesso chiedi comprensione, sollevi argomenti, addùci giustificazioni.

 Non che tu ti sia mostrato molto sensibile sinora. Se non verso te stesso. Quanto al resto del mondo, odio e livore, quando non peggio: indifferenza. Ma la mediocrità che sola hai amato nel corso della tua povera grigia vitùcola ora ti si ritorce ahimé contro, pesandoti sulla nuca come mannaia tagliente presàga di ulteriori ambasce.

 Io, dici?

 Non sono mica come chi già hai conosciuto, ne gli Uni né gli Altri.

 Sono davvero molto più forte e potente.

 Così forte, così potente che, pensa un po’ te, non ho alcun bisogno di un tuo nuovo voltagabbana. Che tornaconto potrei mai averne? Sarebbe il terzo, e mi fai già abbastanza schifo così…

 Ma bada bene, questo non vuol affatto dire che io non intenda dominarti ed utilizzarti. Ci tengo a che tu lo sappia da subito, però: non ti offrirò nulla in cambio, semplicemente perché non ho voglia di offrirti nulla. Dovrai essermi schiavo per niente. E lo so che è una modalità singolare di stringere un patto, pienamente libero di preferirmi le alternative che sai, ma non credo proprio che con esse riusciresti a renderti la pillola meno amara! 

 E ancora – nel caso decisamente improbabile tu ne fossi sinceramente curioso – tengo da ultimo a precisarti che non ti paleserò neppure i miei progetti, sarebbe fiato e fatica sprecata per le tue logiche piccine, mica sei all’altezza di poterli conoscere, perché tu l’unica cosa che capisci è la frusta, e la mia, te lo posso assicurare, è di quelle belle dolorose… allora, sei pronto? 

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(foto: Antonio Siniscalchi)

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